Hai ricevuto una telefonata che ti impone di rinnovare con urgenza il tuo documento energetico? È una frode in piena regola. La truffa certificato ape tramite finti call center sta prendendo di mira i cittadini delle grandi città italiane sfruttando la scusa del "Tele-APE".
Riattacca subito la chiamata e, soprattutto, non fornire per alcun motivo i dati della tua bolletta, i codici del contatore o il tuo codice fiscale. In questa guida vediamo esattamente come operano questi truffatori, quali sono i rischi reali e come mettere al sicuro le tue utenze domestiche.
Come riconoscere la truffa del finto APE telefonico
Le dinamiche utilizzate da questi finti operatori sono studiate per non darti il tempo di riflettere, facendo leva sull'urgenza e sulla paura di sanzioni. L'inganno si articola solitamente in tre fasi.
L'esca dell'obbligo normativo inesistente
Il truffatore si presenta al telefono spacciandosi per un dipendente di un ente pubblico, dell'Autorità per l'energia o del tuo attuale fornitore. Con un tono allarmistico, sostiene che il documento sia scaduto o non più in regola con le nuove direttive europee, minacciando sanzioni pesanti se non procedi a un rinnovo immediato tramite i loro uffici.
Il miraggio del "Tele-APE" a 30 euro
Per convincerti ad accettare, ti propongono la scorciatoia del "Tele-APE": un finto certificato energetico a prezzi stracciati (spesso tra i 30 e i 50 euro) da realizzare in pochi minuti tramite una semplice telefonata, uno scambio di messaggi su WhatsApp o una finta videochiamata.
Il vero obiettivo: rubare i codici POD e PDR
Il fine ultimo di queste chiamate non è (solo) venderti un pezzo di carta inutile. La scusa dell'APE o di un finto "controllo tecnico" serve unicamente a farsi dettare i dati sensibili della tua bolletta: il codice POD (per l'energia elettrica) e il codice PDR (per il gas). Con questi dati in mano, i truffatori attiveranno a tua insaputa un nuovo e svantaggioso contratto luce e gas (il cosiddetto fenomeno dello slamming).
Perché l'Attestato senza sopralluogo è illegale
Non esistono scorciatoie telefoniche o telematiche per questa procedura. Per ottenere un documento valido, bisogna rivolgersi esclusivamente a un tecnico certificatore abilitato (come un ingegnere, un architetto o un geometra), il quale effettuerà un sopralluogo obbligatorio per mappare il reale consumo energetico dell'immobile e registrerà la pratica presso i portali della regione competente. Secondo il D.Lgs. 63/2013, il professionista deve verificare di persona e fisicamente lo spessore dei muri, lo stato degli infissi, l'impianto di riscaldamento e l'isolamento termico per assegnare la corretta classe energetica (da A4 a G). Qualsiasi attestato di prestazione energetica ape rilasciato senza che il professionista abbia mai varcato la soglia del tuo immobile è falso e privo di ogni valore legale.
Quali sono i rischi e le multe se accetti un falso APE
Acquistare e utilizzare uno di questi certificati fasulli espone il proprietario di casa a conseguenze legali ed economiche gravissime:
Denuncia penale: Se utilizzi un documento falso o non veritiero per vendere o affittare una casa, la giurisprudenza (inclusa la Corte di Cassazione) stabilisce che il responsabile unico è il proprietario, il quale rischia una formale denuncia per il reato di truffa contrattuale.
Annullamento degli atti: Davanti a un documento palesemente contraffatto o non registrato nei portali regionali, il notaio è tenuto a bloccare l'atto di compravendita o la registrazione del contratto di locazione.
Multe fino a 10.000 euro: Le sanzioni amministrative per chi allega o produce dichiarazioni energetiche mendaci sono molto salate e possono arrivare al tetto massimo di 10.000 euro.
Guida pratica: come difendersi dai call center aggressivi
Difendersi da queste chiamate fraudolente richiede pochi ma fondamentali accorgimenti:
Riattacca immediatamente: Nessun ente pubblico o fornitore di energia ti contatterà mai a freddo al telefono per verificare la validità dei tuoi documenti energetici.
Non pronunciare la parola "Sì": Evita di rispondere in modo affermativo a domande banali (es. "Parlo con il titolare dell'utenza?"). Le voci vengono registrate e montate ad arte per simulare il consenso vocale a un nuovo contratto.
Blinda i dati della bolletta: Non comunicare mai a nessuno i codici POD e PDR al telefono. Trattali con la stessa riservatezza del PIN del tuo bancomat.
Contatta autonomamente un professionista: Se hai reale necessità di aggiornare la documentazione, cerca un tecnico certificatore locale regolarmente iscritto all'albo della tua Regione.