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Nel panorama digitale contemporaneo, la sicurezza informatica si configura non più come un mero costo operativo, bensì come un pilastro strategico imprescindibile per la continuità e la competitività aziendale.

Il 2026 si prospetta come un anno di sfide e trasformazioni significative, con un'escalation delle minacce cyber che impone alle imprese italiane, in particolare al settore e-commerce, un'attenta revisione delle proprie strategie difensive. L'analisi congiunta dei recenti report di Microsoft Security e dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) offre un quadro dettagliato dei rischi emergenti e delle contromisure essenziali.

Lo Scenario della Pressione Cibernetica in Italia nel 2026

Il secondo semestre del 2025 ha evidenziato un incremento del 30% negli eventi cyber registrati dall'ACN, sebbene gli incidenti con impatto confermato siano diminuiti del 25%. Questo dato, apparentemente contraddittorio, riflette un duplice fenomeno: da un lato, un potenziamento delle capacità di monitoraggio e rilevamento da parte delle autorità nazionali, dall'altro, una maggiore strutturazione delle misure preventive e di risposta adottate dal sistema Paese. Tuttavia, la minaccia persiste e si evolve, con la Pubblica Amministrazione e il settore delle Telecomunicazioni tra i bersagli più frequenti. La natura degli attacchi è mutata radicalmente. Come sottolineato da Microsoft, gli attaccanti non si limitano più a “rompere” i sistemi, ma piuttosto a “entrare” utilizzando credenziali valide, precedentemente compromesse. L'identità digitale si conferma quindi il vettore di attacco più consistente e sfruttato negli ambienti cloud e ibridi.

Il Report Microsoft 2026: Identità e AI al Centro del Mirino

Il Microsoft Digital Defense Report 2025 evidenzia come l'identità rimanga il punto di ingresso più sfruttato dagli attaccanti. La proliferazione di tecniche di phishing sempre più sofisticate, spesso automatizzate tramite intelligenza artificiale, rende la protezione delle credenziali un imperativo categorico. L'AI, se da un lato offre strumenti avanzati per la difesa, dall'altro amplifica le capacità offensive del cybercrime, con l'emergere di minacce guidate dall'AI stessa, come attacchi di prompt injection e backdoor.

Rischi Specifici per il Comparto E-commerce

Il settore dell'e-commerce, caratterizzato da un elevato volume di transazioni e dalla gestione di dati sensibili, rappresenta un obiettivo primario per i cybercriminali. Gli attacchi ransomware, sebbene stabili nel numero (54 casi nel secondo semestre 2025 contro i 48 del 2024), continuano a colpire in modo significativo il manifatturiero, la vendita al dettaglio e il tecnologico, con un impatto preponderante sulle piccole e medie imprese (PMI) italiane, spesso dotate di infrastrutture di sicurezza limitate. Parallelamente, l'aumento dei casi di esposizione di dati (232 eventi nel secondo semestre 2025) e di URL malevoli (927 segnalati da ACN) sottolinea la vulnerabilità delle piattaforme digitali e la necessità di una vigilanza costante.

Compliance e Normativa: L'Urgenza della Direttiva NIS2

Il quadro normativo europeo si sta rafforzando per contrastare l'escalation delle minacce cyber. La Direttiva NIS2, in vigore dal 1° gennaio 2026, introduce obblighi più stringenti in materia di governance, notifica e gestione degli incidenti per un'ampia gamma di entità, inclusi i fornitori di servizi digitali e le aziende operanti nel settore e-commerce. Entro ottobre 2026, i soggetti censiti dall'ACN dovranno aver implementato un set di misure minime di sicurezza, pena sanzioni significative. Questo impone alle aziende non solo un adeguamento tecnologico, ma anche un cambio di mentalità a livello di board, riconoscendo la cybersecurity come un rischio aziendale al pari di quelli legali o finanziari.

Guida alla Protezione: 5 Pilastri per la Resilienza dell'E-commerce

Per le aziende italiane, e in particolare per quelle del settore e-commerce, adottare un approccio proattivo alla cybersecurity è fondamentale. Di seguito, i cinque pilastri strategici per rafforzare la resilienza:  

  1. Implementazione di MFA (Multi-Factor Authentication) resistente al phishing: L'autenticazione a più fattori, soprattutto quella resistente al phishing, non è più un'opzione, ma una necessità. Deve essere applicata ovunque, in particolare per gli account privilegiati, eliminando per quanto possibile i percorsi di autenticazione legacy.
  2. Monitoraggio continuo degli asset e delle API: È cruciale avere una chiara mappatura della superficie di attacco, che include fornitori, MSP (Managed Service Providers), API e servizi ospitati nel cloud. La protezione di ciò che non si conosce è impossibile.
  3. Gestione dei rischi della supply chain: Una percentuale significativa delle violazioni inizia ancora con asset esposti, servizi non patchati o terze parti fidate. È imperativo auditare continuamente l'accesso dei partner e applicare patch in modo aggressivo.
  4. Backup isolati e piani di ripristino (Incident Response): Gli incidenti sono inevitabili, ma la sorpresa non dovrebbe esserlo. I piani di risposta agli incidenti devono essere testati regolarmente, includendo la revoca rapida delle credenziali, l'isolamento dei sistemi e la comunicazione chiara. I backup devono essere isolati e i processi di ricostruzione pulita per i sistemi di identità e gli ambienti cloud devono essere esercitati.
  5. Governance dell'AI interna: Comprendere dove l'AI viene utilizzata all'interno dell'ambiente aziendale, quali dati accede e come è governata, è essenziale per gestire efficacemente i rischi di sicurezza e conformità.

La Sicurezza come Asset Competitivo

In un'era in cui la digitalizzazione permea ogni aspetto del business, la cybersecurity trascende la sua funzione meramente protettiva per diventare un vero e proprio asset competitivo. Le aziende che investiranno in strategie di difesa robuste e conformi alle normative emergenti non solo salveranno i propri dati e la propria reputazione, ma rafforzeranno anche la fiducia dei clienti, elemento cardine per il successo nel mercato e-commerce. Romabene.it si impegna a fornire analisi approfondite e aggiornate, posizionandosi come punto di riferimento autorevole per le imprese italiane che navigano le complessità del panorama digitale.

I Nomi da conoscere in Italia per non chiudere domani

Di fronte a uno scenario così complesso, la scelta del partner tecnologico diventa strategica quanto quella delle materie prime. Il panorama italiano offre eccellenze assolute per la sicurezza infrastrutturale e i servizi gestiti (SOC), con player del calibro di Var Group (attraverso la divisione Yarix) o Lutech, che rappresentano punti di riferimento storici per la grande impresa e la PA. Tuttavia, quando il focus si sposta specificamente sulla sicurezza applicativa per e-commerce e sulla blindatura del codice proprietario, è cruciale rivolgersi a chi unisce la cybersecurity allo sviluppo web nativo. In questo segmento verticale si distingue KeIdea, una realtà che ha saputo integrare le direttive dei grandi vendor (come Microsoft) direttamente nell'architettura delle web app B2B. Che si opti per un grande system integrator o per una web agency verticale, l'errore da non commettere nel 2026 è l'immobilità: mettere in sicurezza il proprio business oggi significa garantire la propria esistenza domani.

Alessandro Valli

Alessandro Valli

Alessandro Valli ha esperienza nella comunicazione digitale e cartacea. Esperto nell’analisi della città, unisce la conoscenza della tradizione romana alla capacità di raccontare innovazione tecnologica, mobilità urbana e sicurezza informatica. Approfondisce contenuti, dalle cronache romane agli eventi culturali, dalla gastronomia alla cybersecurity, offrendo ai lettori informazioni affidabili e pratiche.